Teoria di Dow: introduzione

Da oggi pubblicheremo, con cadenza settimanale, alcuni articoli per approfondire una delle teorie più antiche, ed al tempo stesso più attuali, che siano state concepite per l’analsi dell’andamento dei mercati finanziari: la teoria di .

Charles pubblicò la sua teoria tra il 1900 e il 1902, con una serie di articoli sul Wall Street Journal, non per speculare sui mercati azionari ma semplicemente per cercare  di capire come si potesse evolvere l’economia americana interpretando anticipatamente l’andamento dei titoli azionari. Per questo motivo costruì due indici (che ancora oggi sono presi come riferimento da quasi tutti gli analisti): il DJIA Jones Industrial Average e ilDJRA Jones Rail Average. Partendo dalla composizione di questi due indici e poi dall’interpretazione del loro andamento interpretava le tendenze dell’economia americana cercando di anticipare i principali punti di svolta.

Il DJIA fu costituito da 12 titoli guida, quelli che oggi chiameremmo blue chips (oggi questo indice comprende ben 30 titoli), mentre il DJRA fu costruito pensando di dare una visione globale dell’andamento delle società che si occupavano di trasporti, per questo, , selezionò 12 titoli che ruotavano nell’ambito delle ferrrovie che era da considerarsi principale sistema di trasporto ai primi del ‘900. L’evoluzione rapidissima dei trasporti portò a modificare completamente questo indice introducendo pian piano tutti i settori dei trasporti (a partire da quello aereo) che nel corso del secolo ebbero un grande sviluppo.

Fin dal prossimo articolo ci occuperemo di chiarire i principi della teoria di che nonostante il tempo passato resta attualissima per interepretare le tendenze principali dei mercati, chiarendo che, in verità, la teoria così come la conosciamo oggi fu rielaborata da Peter Hamilton, nome che in pochi conoscono ma che ebbe il merito di sviluppare le idee di e organizzarle sotto forma di teoria.

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