I prezzi diminuiscono? Ci vogliono far capire così

mercoledì, settembre 30th, 2009

(ANSA) – ROMA, 30 SET – L’inflazione a settembre segna un calo dello 0,2% rispetto ad agosto,mentre l’andamento tendenziale registra +0,2% rispetto a settembre 2008. Lo comunica l’Istat fornendo la stima provvisoria.A settembre la benzina ha mostrato un calo dell’1% su base mensile e dell’11% rispetto a settembre 2008.In aumento anche i prezzi dei libri e delle spese per l’istruzione:complessivamente il comparto segna un incremento dell’1,3% rispetto ad agosto e del 2,3% su base annua.

Continuano a diminuire i prezzi e tutti si stracciano le vesti perché i poveri piccoli imprenditori e commercianti non possono più campare. In effetti i dati ISTAT sembrano negativi confrontati con quelli dell’anno scorso nello stesso periodo, ma, in effetti, il dato tendenziale è in aumento. (continua…)

Povertà? Il risultato del folle consumismo

martedì, settembre 29th, 2009

(ANSA) – BRUXELLES, 29 SET – In Italia il 20% della popolazione e’ a rischio poverta’, contro una media Ue del 17%. Tra chi lavora lo e’ il 10%, contro l’8% in Ue. In particolare sono piu’ vulnerabili coloro con un contratto a termine (19% in Italia contro 13% in Ue). I dati, relativi al 2007, sono della Commissione europea secondo la quale le cifre non hanno subito variazioni di rilievo nel tempo: le disuguaglianze sono aumentate e il livello di poverta’ non ha subito modifiche nel corso degli anni.
Questo è il risultato della folle ricerca di tentare di mantenere lo stesso tenore di vita che ha caratterizzato gli anni novanta.

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Perchè cala la fiducia imprese?

martedì, settembre 29th, 2009

(ANSA) – ROMA, 29 SET – Cala la fiducia delle imprese a settembre soprattutto in quelle di servizio di mercato, il cui indice scende a -6 (da -5 di agosto). Secondo l’analisi dell’Isae peggiora a settembre anche la fiducia dei commercianti italiani, in particolare nella grande distribuzione: l’indicatore sintetico, considerato al netto della componente stagionale, scende infatti da 98 a 95,4. Piu’ lieve il calo della fiducia nelle imprese manifatturiere: l’indice, dopo 5 mesi di rialzo, scende da 74,4 a 74.

Questa notizia è strettamente correlata con quella del calo dei consumi. Chiaramente la fiducia delle imprese e, in particolar modo, dei commercianti cala quando dimnuiscono le vendite. (continua…)

I prezzi diminuiscono: crisi o normalizzazione?

lunedì, settembre 28th, 2009

(ANSA) – ROMA, 28 SET – Cresce ancora a settembre la fiducia dei consumatori italiani. L’indice, calcolato dall’Isae, si porta a 113,6 da 111,8. Segni di recupero vengono soprattutto dalle indicazioni sul quadro economico generale del Paese che, dopo il lieve arretramento registrato lo scorso mese, salgono da 87,1 a 89,6. Crescono anche l’indice relativo alla situazione personale degli intervistati, l’indicatore relativo al quadro corrente e quello riferito alle aspettative per i prossimi 12 mesi.

Cresce la fiducia dei consumatori proporzionalmente alla riduzione dei prezzi al consumo. Quello che sta succedendo e che spesso impropriamente viene chiamate crisi, non è altro che un riassetto degli squilibri economici dell’ultimo decennio, primo fra tutti il passaggio all’euro. La formazione della moneta unica è stato un grande vantaggio per il nostro Paese, ma l’ingiustificato raddoppio dei prezzi ha creato uno squilibrio enorme fra la capacità della domanda e la quantità dell’offerta. La riduzione dei prezzi dovrà continuare fino a quando il sistema economico avrà raggiunto nuovamente un suo equilibrio. (continua…)

I consumi restano bassi

venerdì, settembre 25th, 2009

(ANSA) – ROMA, 25 SET – Le vendite al dettaglio a luglio, secondo l’Istat, hanno registrato un calo del 2,6% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Il calo e’ stato dello 0,4% rispetto a giugno 2009. L’Istat precisa che il calo tendenziale, il maggiore da marzo 2009, e’ il risultato di una diminuzione del 2,1% delle vendite di prodotti alimentari e del 2,8% di quelle di beni non alimentari. Dal punto di vista tendenziale si tratta del sesto calo consecutivo.

Nonostante la diminuzione dell’inflazione e il conseguente contenimento dei prezzi le vendite continuano a diminuire. Il fatto che può sembrare di involuzione per l’economia, a breve termine, potrebbe invece segnare un’inversione di tendenza ‘culturale’ la fine di questo di eccessivo consumismo e l’inizio di un periodo in cui si cominci a vivere con un tenore di vita ‘normale’. Per fare ripartire l’economia non bisogna solo spendere ma orientare spese ed investimenti in modo razionale, questo può portare ad una crescita omogenea di tutti i settori economici.