Come leggere una barra
Anche una singola barra di un grafico può dare innumerevoli ed interessanti indicazioni. Restiamo sempre nel nostro esempio di un grafico con dati giornalieri.
La prima cosa che osserveremo è la lunghezza della barra e confrontarla con le precedenti. Questo tipo di osservazione cida una misura un po approssimativa, ma immediata della volatilità della seduta. Spesso alcuni movimenti sono generati proprio dopo una barra lunga due o tre volte le precedenti.
Altro aspetto immediato ma importante è il rapporto tra apertura e chiusura. Chiaramente se l’apertura è al di sopra della chiusura abbiamo assistito ad una seduta negativa, mentre con un’apertura al di sotto della chiusura la seduta sarà stata positiva.
Ancora più importante è il rapporto tra la chiusura e gli estremi della barra. Una chiusura vicino ai minimi o ai massimi della barra ha un valore molto importante per la ‘previsione’ di ciò che succederà nella prossima seduta. Ad esempio una barra con chiusura vicino ai massimi (specie se in un trend ascendente) rappresenta una forza chiara a favore dei compratori e viceversa per una chiusura vicino ai minimi.
Larry Williams, un famoso trader, chiama queste chiusure, ‘chiusura forte’ dadndo un parametro ben preciso: una chiusura è forte se è nel 25% superiore (o inferiore) di una barra.
Barre molto particoolari sono quelle in cui l’apertura e la chiusura sono sullo stesso livello. Mutuando il nome dalle candele giapponesi vengono chiamate barre doji e sono formazioni molto importanti perché rappresentano sedute molto contrastate in cui compratori e venditori si equivalgono.
Nel prossimo articolo approfondiremo i particolari tipi di barre doji e le loro implicazioni.