Ipercomprato e Ipervenduto: cosa significano e le differenze

Ipercomprato e Ipervenduto: cosa significano e le differenze

Ipercomprato e Ipervenduto: cosa significano e le differenze

di 29 agosto 2016 0 commenti

Volendo usare come riferimento il mercato azionario, ipercomprato e ipervenduto sono fasi di mercato durante le quali la pressione degli acquirenti su di un titolo è troppo forte e, quindi, difficilmente sostenibile.

Questo causa situazioni di ipercomprato. Al contrario, di ipervenduto. Nell’analisi tecnica invece questo termine ha a che fare con gli oscillatori, e sta a indicare i segnali di indebolimento della tendenza rialzista. Tutto questo è riassumibile con una definizione più complessa.

Per dovere di informazione vi riportiamo quella che, secondo noi, è la più esaustiva:

“Si ha una fase di ipercomprato soltanto una volta che gli oscillatori tagliano al rialzo un valore predefinito differente per ogni oscillatore. A partire da quel momento ci si può attendere quindi un’inversione dell’oscillatore che è corrisposta da un’inversione del titolo preso in considerazione”.

Strumenti per identificare periodi di ipercomprato/ipervenduto

Uno degli strumenti più utilizzati per identificare graficamente questi movimenti, è il Relative Strenght Index. Ne abbiamo già parlato in un’occasione del nostro articolo sul Relative Strenght Index.

Quando ci si trova in zona di ipercomprato (sopra 70), l’RSI fornisce un segnale di vendita e suggerisce l’uscita mentre i prezzi stanno ancora salendo, perché coglie una divergenza ribassista. Fornisce invece segnali utili per entrare nel mercato quando è nella zona di ipervenduto (sotto quota 30), mentre i prezzi stanno ancora scendendo.

L’RSI è disponibile tra gli indicatori di Metatrader 4, una delle piattaforme di trading più quotate del mercato.

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