Informazione: solo Google e Microsoft. Evviva il libero mercato!
Definiamolo pure tormentone: Google contro Microsoft, Mountain View contro Redmond, il gigante del Web contro quello del software. L’avvento di Chrome ha riportato sotto la luce dei riflettori una sfida che sta diventando sempre più catalizzante nell’universo hi-tech. Perché “rischia” di cambiare i destini della “user experience” di domani, di come e con cosa gli utenti – in ufficio come a casa, dal pc della scrivania o dal cellulare intelligente – accederanno ai propri dati, ai contenuti digitali, alle pagine Internet. (Sole 24 ore.com)
Queste notizie (e dovreste leggere tutto l’articolo) fanno veramente rabbia a chi, come noi, crede che per avere un libero mercato innanzi tutto ci vorrebbe una libera informazione. È veramente disarmante come si continui a parlare di Microsoft come colosso dell’innovazione, quando non si fa mai menzione delle battaglie che ha fatto Bill Gates per tentare in tutti imodi di frenare lo sviluppo tecnologico vertiginoso di Linux e tutto l’open source.
Distribuzioni come Ubuntu che vengono aggiornate con sistematicità ed in modo completo ogni sei mesi, il tutto senza costi di licenze e senza nascondere nulla del progetto informatico. Questo è dare impulso all’innovazione mettere tutto a disposizione della comunità perché tutti possano dare il loro contributo e soprattutto questo significa abbattere la ppirateria informatica sicuramente favorita da licenze e privilegi che non hanno ragione d’essere.
Ma di Linux non si parla! Perché, alla faccia del libero mercato, i colossi che contano non sono quelli che pensano all’innovazione ma i colossi economici, Google e Microsoft appunto. E dunque giù tutti difronte al dio denaro ed alla faccia dei consumatori propiniamo prodotti meno qualitativi e più costosi e intanto cerchiamo di tagliare le gambe a chi, in modo geniale, ha visto nell’open source la possibilità di miglioramento tecnologico di tutta la comunità mondiale, non per fare beneficenza ma per avere guadagni normali senza massacrare il proprio prossimo