Crisi economica o ritorno alla normalità
(ANSA) – ROMA, 26 NOV – Oltre sei milioni di famiglie italiane arrivano alla terza settimana del mese con il portafoglio vuoto, secondo la Confesercenti. Piu’ di due milioni addirittura non riescono ad andare oltre la meta’ del mese. Da un sondaggio di Confesercenti-Swg emerge una diffusa disillusione e una preoccupazione crescente: il 58% degli intervistati teme che la situazione economica peggiorera’ nei prossimi 12 mesi. Di fronte a cio’, per l’82% non resta che tirare la cinghia e rinunciare a qualcosa.
Il senso dei nostri articoli precedenti è tutto nella frase che abbiamo sottolineato in grassetto: se da un lato si comincia a capire che bisogna rinunciare a qualcosa e ‘tirare la cinghia’, d’altro canto questo viene visto come una ingiustizia che colpisce solo una parte della popolazione. Noi sosteniamo che non è così!
Tutti dovremo fare delle rinunce perché il sistema non è in crisi ma soltanto ritornando alla normalità. Quella normalità in cui solo chi lavorava veniva retribuito, quella normalità dove non esisteva lo spreco (altrimenti non si chiamerebbe così per definizione), quella normalità dove essere conta più di apparire ed avere.
Questo non sarà un processo semplice e neanche breve, perché si dovrà passare attraverso un cambimento culturale. Noi saremmo più preoccupati della possibilità di questo cambiamento che della situazione economica che possiamo ritenere solo una conseguenza.