Analisi di una crisi economica: le borse e il sistema di credito

In questi giorni assistiamo quotidianamente al rincorrersi di notizie sulla crisi economica finanziaria. Continuamente leggiamo o sentiamo i notiziari che ci danno notizie di fallimenti di grosse aziende e di licenziamenti piuttosto che valori del PIL bassissimi o inflazione oltre i livelli di guardia. Da oggi vorremmo dare uno sguardo globale alla situazione economica (almeno in Italia) cercando di capire ed analizzare i diversi aspetti che la caratterizzano.

Iniziamo col parlare delle borse che sono poi quello che ci riguarda più da vicino visto che ci occupiamo prevalentemente di investimenti. La crisi delle borse internazionale è fondamentalmente legata alla crisi del sistema di credito. Non a caso il detonatore della bomba finanziaria fu proprio la faccenda dei mutui subprime. Noi predichiamo da tempo che un sistema di credito efficiente non può essere basato sulle garanzie finanziarie ma su un rapporto di fiducia che può essere ottenuto solo creando un interesse e uno scopo comune tra chi chiede il credito e il creditore. Per realizzare questo ‘ambizioso’ obiettivo è chiaro che chi fa credito deve mettersi nelle condizioni di essere manager con capacità di rischio confrontabili con quelle degli altri imprenditori. Secondo noi questo è la chiave di volta per la costruzione di una economia forte in Italia, perché le piccole e medie imprese, che sono la colonna portante della nostra economia, basano tutta la propria attività sul rapporto di credito con le banche.

È chiaro che se il rapporto di credito è basato sulle garanzie in modo così rigido come in Italia, fino a quando tutto fila liscio per l’azienda non ci sono problemi, nel momento in cui l’attività ha un rallentamento il credito diventa una sorta di spada di Damocle che invece di essere un aiuto diventa un ulteriore (e forse il più pesante) problema per l’impresa. Tutto questo a pensarci bene è una contraddizione in termini perché il sistema di credito dovrebbe intervenire nei momenti di difficoltà e dare la possibilità di non distruggere un patrimonio d’eperienza, di professionalità e di capacità acquisite che una azienda rappresenta.

Purtroppo il sistema di credito italiano è stato sviluppato in momento posistivo dell’economia e quindi un sistema così rigido di garanzie pareva tutelare un po tutti. Ora che siamo nel pieno di una crisi vengono i nodi al pettine, ma in effetti questi ‘buchi’ del sistema bastava vederli notando quanto era difficile accedere al sistema di credito per chiunque non avesse una attività già avviata nonostante portasse con se un bagaglio di esperienza e professionalità di primo piano.

Secondo noi è proprio questo il nodo del problema bisogna avere la capacità e l’intelligenza di investire chiedendo garanzie di capacità e di professionalità condividendo i rischi e avendo la certezza che le capacità porteranno gli utili. Fino a quando i creditori rimarranno arroccati a tutelare i propri privilegi l’economia stagnerà e si muoverà fra questi repentini alti e bassi, perché l’economia sia sano bisogna che tutti rischino e che nessuno salvaguardi i propri privilegi perché tutti si è ingranaggi di uno stesso meccanismo.

Nei prossimi articoli ci occuperemo del problema energetico e dei suoi vari aspetti.

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