La crisi economica. Motivazioni e sviluppi futuri
Oggi vogliamo fare una osservazione della situazione dell’economia di carattere generale tirando le fila di tutto ciò che sta avvenendo e cercando di avere dei riscontri col passato che ci possano permettere di interpretare le situazioni future.
Incominciamo col citare tutte le teorie che si basano sulla periodicità dei cicli economici e tra queste ricordiamo quella, adire il vero molto particolare, in cui Larry Williams riscontra come i cicli delle borse spesso portano a scadenza decennalle a veri e propri tonfi che vengono seguiti da forti rialzi e questo, secondo Williams, si è ripetuto almeno negli ultimi 70 anni. Avremmo potuto citare teorie di cattedratici molto più titolati di Larry Williams ma, secondo noi, questo riscontro ’sul campo’ ci fa capire non tanto l’esistenza dei cicli economici (cosa ormai quasi unanimemente appurata) ma la durata degli stessi cicli. Per fare l’esempio più recente ricordiamo il tonfo del 1999col crollo, in particolare, dei titoli tecnologici.
Anche allora si parlò di bolla speculativa di società le cui valutazioni in borsa non rispecchiavano i valori reali. E oggi? Analizziamo cosa è successo!
Partiamo da ciò che ha scatenato la crisi o forse sarebbe meglio dire ciò che ha ’scoperchiato’ la crisi che era già latente. I mutui subprime. Ma non si tratta di una ennesima speculazione di una sorta di folle ricerca di sospingere i propri guadagni anche oltre la logica permetta? O forse anche mancanza di capacità manageriale nel capire fino a quando si può perseguire una politica aziendale e quando invece c’è la necessità di riconvertire le proprie politiche?
Ma ad osservare bene è successa la stessa cosa col prezzo del petrolio dove si è voluto sospingere tutti assieme (petrolieri, speculatori, mass-media) il prezzo verso l’alto creando una enorme bolla che, quando è scoppiata, ha spinto profondamente in basso i valori del greggio. E ora tutti a piangere sulla crisi.
Le stesse argomentazioni ma con accezioni diverse si potrebbero usare per il dollaro. Ma quello su cui ci vogliamo soffermare è come anche i piccoli risparmiatori abbiano usato un pessimo management dei propri risparmi non capendo il momento e cercando di mantenere una qualità della vita ormai impossibile e dando fondo a tutti i propri risparmi e attingendo ampiamente al credito.
Tutto questo ci porta a fare alcune considerazioni.
Per il piccolo risparmiatore non è più il momento economico in cui si può assecondare una società di tipo consumistico come quella degli anni ‘80. Quei momenti economicamente e politicamente sono da considerarsi eccezionali e non si può pensare di sostenere quei regimi di vita
Per l’economia su scala internazionale si può ipotizzare una ripresa nei prossimi mesi, ma riteniamo che non sia necessario ogni volta subire schiaffoni per capire che la situazione economica reale è cambiata, questo è sintomo di poca lungimiranza. È vero che i mercati sono regolati dall’avidità ma non si deve arrivare ogni volta ad un tonfo per capire che sistà esagerando, una maggiore moderazione ( e intelligenza) ci farà stare tutti più sereni.