Analisi tecnica dell’Euribor. Quanto ci costerà il mutuo?

Date le numerose richieste, oggi ci occupiamo di fare l’analisi tecnica dell’indice EURIBOR che, ricordiamo, è l’indice di riferimento per l’aggiornamento dei tassi dei mutui e che quindi incide sulla variazione delle rate dei mutui a tasso variabile. Per questo scopo abbiamo utilizzato il grafico del future a 3 mesi quotato al Liffe di Londra. Per una osservazione più consapevole del grafico ricordiamo che le quotazioni sono percentuali e che quindi un uptrend nel grafico corrisponde ad una diminuzione dell’indice.

Abbiamo mostrato il grafico giornaliero degli ultimi due anni, segnando due grandi canali discendenti, intervallati da un’area di congestione, che hanno formato il downtrend principale che ha portato il grafico ai minimi (i massimi dei tassi) della metà di ottobre.

Dopo una seconda area di congestione si è verificato unvero e proprio salto che ha riportato l’indice ai livelli di inizio 2008, come se il mercato si riadattasse ad una situazione normale. Col senno di poi potremmo fare riferimento al monito di Draghi alle banche italiane che avrebbero artatamente tenuto i tassi il più alto possibile per realizzare maggiori guadagni.

Limitandoci al solo aspetto tecnico del grafico osserviamo come si sia formato un trading range al di sotto di quota 95,9 (4,10% del tasso) la perforazione di questo livello, con l’eventuale chiusura oltre i 95,9 potrebbe segnare una ulteriore ripartenza di un uptrend, anche se, in questo momento, probabilmente, trend ben definiti difficilmente si formeranno a breve scadenza.

Ricordiamo per chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile che una eventuale ripartenza dell’uptrend significherebbe una diminuzione del tasso Euribor e, soprattutto, una rata meno onerosa.

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