Money management la chiave del successo

Quasi sempre si attribuiscono i successi nel trading ad una tecnica di entrata pensando che un modo di entrare nel mercato possa essere la panacea per ritrovarsi sempre dal lato giusto.

In effetti questo fa parte del modo di pensare di ciascun essere umano: ciascuno di noi ha paura dell’insicurezza e cerca di standardizzare tutto ciò che causa ansia e preoccupazione pensando che si possano ottenere profitti stabili ripetendo una serie di operazioni che resteranno immutabili nel tempo e che ci risolveranno i problemi per sempre. Questo chiaramente non è possibile perché, se così fosse, ciascuno di noi potrebbe guadagnare a dismisura e questo metterebbe in discussione l’esistenza stessa del mercato.

In effetti il trading è una professione come tutte le altre attività imprenditoriali, dove c’è un investimento, delle spese, un rischio e quindi un’ipotesi di guadagno. Questo è il primo passo per riuscire a entrare nella giusta mentalità che ci aiuterà ad affrontare questa professione con profitto e soprattutto con serenità. Fatta questa doverosa premessa si capisce come le tecniche d’entrata siano solo uno strumento di una completa strategia di trading, mentre risulta fondamentale proprio la gestione dell’insieme delle operazioni in funzione del proprio capitale, della propria tolleranza del rischio e dell’efficacia dei propri segnali d’entrata, in altre parole il . Per far capire meglio l’importanza della gestione delle operazioni facciamo un esempio banale e magari non molto rigoroso ma che rende l’idea dell’importanza del .
Supponiamo di entrare nel mercato long o short lanciando una monetina e quindi avendo una possibilità del 50% di entrare dal lato giusto del mercato. Cosa succederà? Teoricamente alla fine di un numero elevato di operazioni dovremmo essere in pareggio, che nel trading significa perdere dei soldi se si considerano i costi fissi (servizi informativi, piattaforme, collegamento ad internet…) e le commissioni. Andiamo a vedere cosa succede se decidiamo di mettere uno stop alle perdite (stop loss) stabilendo il massimo che siamo disposti a perdere in ogni operazione ed inoltre stabilendo un massimo guadagno prima di uscire dalla nostra operazione. Supponiamo di imporci una perdita massima di 200 € ad ogni operazione ed invece usciremo ogniqualvolta che avremo guadagnato 400 €. Quale sarà il risultato dopo un numero elevato di operazioni (supponiamo 100 trade)? Avremo una perdita (loss) nel 50% delle operazioni che possiamo quantificare, senza considerare le spese: 50 (operazioni) x 200 € = 1000 € . Viceversa ci saranno 50 operazioni in guadagno (gain) : 50 (operazioni) x 400 € = 2000 €. Facendo il bilancio avremo un guadagno di 1000 € (da cui toglieremo le spese).

Sbalorditivo! Siamo entrati assolutamente a caso nel mercato e grazie alla nostra gestione siamo riusciti a guadagnare. Questo esempio non è chiaramente molto rigoroso ma rende l’idea del perché il sia la chiave del successo.

La maggior parte di chi si avvicina al mercato lo fa dedicando quasi tutto il proprio tempo allo studio di tecniche d’entrata e poco o niente al , ecco perché più del 90% di chi opera con continuità sul mercato è in perdita! Da questa fondamentale riflessione deve iniziare il percorso di avvicinamento a questa professione.

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3 Responses to “Money management la chiave del successo”

  1. Giangiacomo Says:

    Ciao, complimenti per l’articolo : hai illustrato come meglio non si poteva l’importanza della disciplina nel trading. Tuttavia, nella realtà non è così facile, altrimenti basterebbe impostare un sistema automatico che faccia 100 operazioni a caso e ne chiuda 50 con +2% e altre 50 con -1% .

    Dimenticavo,innanzitutto mi presento : mi chiamo Giangiacomo, classe ‘72 , residente in provincia di Siena , collaboro con il grande Francesco Caranti nel suo corso sulle Opzioni su soldionline.it
    Operando con i derivati, il concetto che hai descritto è esasperato dall’effetto leva .

    Aggiungo tuttavia alcune osservazioni : nel 95% dei trader che perde ci sono anche quelli che applicano in modo rigoroso lo stop . Molte volte avviene che lo stop viene catturato, poi il titolo risale beffardo, allora rientri long , ma poi riscende e vieni di nuovo stoppato . E allora che fare ? Mediare in perdita? Non pensarci nemmeno, altrimenti fai come i possessori di tiscali .

    In genere le “mani forti” si divertono con i trader a giocare come il gatto col topo ; nella realtà, quindi, gli ingressi sbagliati possono essere ben più del 50% .

    Pertanto, per non fare la fine del topo, propongo i seguenti umili, ma sentiti, suggerimenti:

    1)Non si deve operare sempre per forza : nelle fasi in cui il mercato è nervoso, meglio star fermi, perchè più si smanetta e peggio è . Invece i trader alle prime armi stanno sempre lì a scalpitare per “premere il grilletto” .

    2)E’ buona norma coprire le posizioni con opzioni di segno contrario (assicurazione del portafoglio) ; se sei long su Fiat , credi nel titolo ma hai paura di una discesa, ti compri una Put e ti copri. Paghi il premio, ma dormi tranquillo…se alla fine guadagni qualche percento in meno per il premio pagato, pazienza, ma almeno eviti il tracollo se ti prendi in faccia una bella zampata di orso!Io avevo 5.000 Fiat comprate a 12 , mi ero comprato una Put base 12 pagandola € 1.60 per pezzo , ho chiuso tutto a 19.5 , guadagnando € 1.60 in meno …ma se tornava a 4 , e non avevo la Put, che succedeva?
    Coprirsi con le opzioni è un modo automatico per fare money management, specie in ottica di trading di posizione di medio e lungo periodo per seguire i grandi trend .Anzi, se hai la put e fai lo stop, se continua a scendere guadagni pure di più!

    Se ti tieni un titolo molto volatile per anni, quando sale può farti benissimo un + 50 - 100% in un anno ; se quando scende, grazie alle coperture perdi al massimo un 10%, ecco su che nel lungo periodo guadagni.

    3)Nella mia esperienza con i derivati, ho riscontrato che le strategie bidirezionali sono quelle statisticamente più affidabili : almeno per me, operare senza l’angoscia di prevedere se sale o scende è già un grosso vantaggio .

    Buon trading a tutti !

  2. admin Says:

    Giangiacomo on 26 giugno 2007 at 19:50 said:

    Ciao, complimenti per l’articolo : hai illustrato come meglio non si poteva l’importanza della disciplina nel trading. Tuttavia, nella realtà non è così facile, altrimenti basterebbe impostare un sistema automatico che faccia 100 operazioni a caso e ne chiuda 50 con +2% e altre 50 con -1% .

    Dimenticavo,innanzitutto mi presento : mi chiamo Giangiacomo, classe ‘72 , residente in provincia di Siena , collaboro con il grande Francesco Caranti nel suo corso sulle Opzioni su soldionline.it
    Operando con i derivati, il concetto che hai descritto è esasperato dall’effetto leva .

    Aggiungo tuttavia alcune osservazioni : nel 95% dei trader che perde ci sono anche quelli che applicano in modo rigoroso lo stop . Molte volte avviene che lo stop viene catturato, poi il titolo risale beffardo, allora rientri long , ma poi riscende e vieni di nuovo stoppato . E allora che fare ? Mediare in perdita? Non pensarci nemmeno, altrimenti fai come i possessori di tiscali .

    In genere le “mani forti” si divertono con i trader a giocare come il gatto col topo ; nella realtà, quindi, gli ingressi sbagliati possono essere ben più del 50% .

    Pertanto, per non fare la fine del topo, propongo i seguenti umili, ma sentiti, suggerimenti:

    1)Non si deve operare sempre per forza : nelle fasi in cui il mercato è nervoso, meglio star fermi, perchè più si smanetta e peggio è . Invece i trader alle prime armi stanno sempre lì a scalpitare per “premere il grilletto” .

    2)E’ buona norma coprire le posizioni con opzioni di segno contrario (assicurazione del portafoglio) ; se sei long su Fiat , credi nel titolo ma hai paura di una discesa, ti compri una Put e ti copri. Paghi il premio, ma dormi tranquillo…se alla fine guadagni qualche percento in meno per il premio pagato, pazienza, ma almeno eviti il tracollo se ti prendi in faccia una bella zampata di orso!Io avevo 5.000 Fiat comprate a 12 , mi ero comprato una Put base 12 pagandola € 1.60 per pezzo , ho chiuso tutto a 19.5 , guadagnando € 1.60 in meno …ma se tornava a 4 , e non avevo la Put, che succedeva?
    Coprirsi con le opzioni è un modo automatico per fare money management, specie in ottica di trading di posizione di medio e lungo periodo per seguire i grandi trend .Anzi, se hai la put e fai lo stop, se continua a scendere guadagni pure di più!

    Se ti tieni un titolo molto volatile per anni, quando sale può farti benissimo un + 50 - 100% in un anno ; se quando scende, grazie alle coperture perdi al massimo un 10%, ecco su che nel lungo periodo guadagni.

    3)Nella mia esperienza con i derivati, ho riscontrato che le strategie bidirezionali sono quelle statisticamente più affidabili : almeno per me, operare senza l’angoscia di prevedere se sale o scende è già un grosso vantaggio .

    Buon trading a tutti !

    Grazie per il giudizio lusinghiero. Quello che stiamo affrontando è un percorso didattico in cui verranno toccati tutti i punti di cui tu hai parlato, cercando di legarli sempre ad operazioni reali. La nostra ottica è sempre quella di far capire il trading in modo più profondo

  3. Money management di Eddie Kwong : Trading Reale Says:

    [...] tal proposito citiamo il nostro articolo ‘Money management la chiave del successo‘ che è stato sicuramente ispirato, oltre che dalla nostra esperienza, da questo tipo di [...]

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