L’ADX e il trend
Spesso, quando facciamo l’analisi di un titolo o di un indice, citiamo come segno di un grafico in trend l’ADX, dietro richiesta dei nostri utenti spieghiamo di cosa si tratta, ma, soprattutto, chiariamo l’utilizzo che ne facciamo per il nostro trading.
L’ADX è un indicatore sviluppato da Welles Wilder il cui scopo è l’identificazione dell’intensità di un trend ma non la sua direzione, a valori più grandi corrisponde una maggiore forza direzionale. L’indicatore è essenzialmente composto dal positive movment index +DMI e dal minus movment index -DMI che sono altri due indicatori da cui scaturisce il calcolo dell’ADX.
Il calcolo dell’ADX è abbastanza complesso ma concettualmente basta capire il significato del directional movment (+DMI e -DMI) che è la misura della differenza fra i massimi (+DMI) o fra i minimi (-DMI) fra una barra e la precedente.
Quello per noi più interessante è l’interpretazione e l’utilizzo. Leggendo Landry o Cooper si vede come questi straordinari trader facciano largo uso di questo indicatore: per loro un DX superiore a 30 è condizione indispensabile perché si verifichi un setup. L’altra condizione necessaria è che il +DMI sia superiore al -DMI se ci troviamo in un uptrend e viceversa per un downtrend.
Noi riteniamo utile l’utilizzo di questo indicatore nella fase di selezione dei titoli quando si opera sull’azionario, però, poiché non ci fidiamo ciecamente di nessun indicatore, per capire se un grafico è in trend, utilizziamo gli strumenti dell’interpretazione delle barre che riteniamo molto più affidabili perché sono basati su un ipotesi di ciò che sta succedendo sul mercato.
gennaio 16th, 2008 at 13:21
[...] in trend utilizzando un indicatore come l’ADX( di cui noi abbiamo spiegato il funzionamento in questo articolo), ma soprattutto osservando nel grafico barre lunghe con la chiusura sui massimi (quelle che Larry [...]