Il petrolio sempre più su
Dopo la decisione della FED di abbassare i tassi d’interesse, chiaramente, anche il petrolio ha avuto una ulteriore spinta verso l’alto arrivando ad un nuovo massimo storico, analizziamone l’impostazione tecnica per cercare di capire cosa possa succedere nell’immediato futuro.

Dall’osservazione del grafico con dati mensili si vede come sostanzialmente, il prezzo del petrolio, sia rimasto per circa quindici anni in un range compreso fra i 10 e i 35 dollari. Fu proprio l’evento dell’11 settembre (che abbiamo segnato con una freccia) e i consegunti cambiamenti degli equilibri geo-politici, a determinare un ripido major trend che ancora oggi continua.

Osservando il grafico con barre daily (il grafico settimanale è molto simile), notiamo una grande area di accumulazione alla fine del downtrend della seconda metà dello scorso anno, che ha ritracciato del 50% (come da manuale) dallo swing principale. Questa fase di congestione si ripete all’inizio del nuovo uptrend (come spesso succede) che ha avuto inizio all’inizio dell’estate.
Tutto questo sembrerebbe determinare un quadro rialzista. Ma notiamo subito come la pendenza del nuovo rally sia visibilmente più ripida del precedente e questo sappiamo che determina una durata più breve del movimento; inoltre alcuni indicatori (come l’RSI) segnano una chiara fase di ipercomprato; notiamo ancora come nelle ultime sedute ci siano numerose barre con chiusura vicino ai massimi. Tutto questo ci fa pensare ad una prossima pausa del trend che possa portare ad un’area di congestione o addirittura ad una correzione nelle prossime settimane.