Grafici e rappresentazioni
Il principio su cui si fonda l’analisi tecnica, secondo il quale tutto ciò che riguarda un asset è già ‘scritto’ sul suo grafico, ci fa comprendere quanto sia importante capire quali sono le più efficaci rappresentazioni grafiche del prezzo.
Innanzi tutto distinguiamo fra rappresentazione in scala lineare e in scala logaritmica. Qual è la differenza?
In un grafico lineare una variazione di prezzo da 4 € a 5 € ed una tra 20 € e 21 € viene rappresentata in modo identico. Ma a pensarci bene mentre la prima variazione rappresenta un aumento del 25% del prezzo, la seconda è, invece, un incremento del 5%, e questo è sostanzialmente diverso.
In un grafico logaritmico, invece, si tiene conto di queste differenze, e così uguali distanze corrispondono ad uguali differenze percentuali.
Per questo motivo quando si osservano grafici che comprendono grandi intervalli temporali (3, 5, 10 anni) è più corretto visualizzarli in scala logaritmica, viceversa per time frame (intervalli temporali) molto piccoli (10, 30 , 60 min) risulta molto più chiara la rappresentazione lineare.
Altro aspetto importante è il tipo di rappresentazione dei dati. Ci sono tantissime possibilità di rappresentazione dei dati su un grafico e ciascuna risponde ad esigenze diverse, ma quelle che noi riteniamo più importanti sono i grafici a barre e le candele giapponesi.

Tutt’e due i tipi di grafici partono dalla necessità di rappresentare, il meglio possibile, i dati che riguardano lo specifico intervallo di tempo, e quindi i dati che servono per costruire una barra e una candela sono uguali, cioè apertura, chiusura, massimo e minimo.
Nel grafico a barre una lineetta orizzontale a sinistra rappresenta il livello di apertura, una a destra la chiusura. Il livello più alto il massimo, quello più basso il minimo.
Nelle candele i massimi e minimi sono rappresentati nello stesso modo delle barre. Mentre particolare importanza ha il body (corpo) della candela che è delimitato in alto e in basso da apertura e chiusura, a secondo se si tratta di una candela rialzista (bianca) o ribassista (nera).
Questo tipo di rappresentazione permette di visualizzare subito quello che, orientativamente, è successo nella porzione di tempo che viene rappresentata.
Ad esempio, se ci sono state più vendite che acquisti, se il prezzo ha fatto piccole o grandi oscillazioni (volatilità), se il mercato è toro (spinte al rialzo), oppure orso (spinte al ribasso) e tante altre indicazioni. La differenza tra i due tipi di rappresentazione è che mentre le candele fanno vedere immediatamente se si tratta di sedute rialziste o ribassiste, perché la candela bianca rappresenta una seduta rialzista e quella nera ribassista, con le barre si nota con facilità il rapporto tra più barre e le variazioni di volatilità.
Esiste un’ampia letteratura che ha analizzato il rapporto tra apertura e chiusura di una barra e le sequenze di barre, legando queste rappresentazioni ai movimenti dei mercati.
Le candele, addirittura, venivano usate in Giappone fin dal ’700 e quindi hanno una lunghissima tradizione.
Lo studio di barre e candele è di fondamentale importanza per capire la situazione di un qualsiasi asset, ma, chiaramente, ciascun grafico ha le sue peculiarità, per questo l’utilizzo di questi strumenti non può prescindere dalla approfondita conoscenza del mercato in cui si utilizzano.