Capire i grafici a barre

Cosa rappresenta una barra visualizzata in un grafico? Su questo argomento esiste una lunga serie di impressioni, studi, interpretazioni che hanno cercato sempre di capire la sensazione che il mercato ci trasmette.

Prima di tutto cominciamo col dire che la lunghezza della barra (range) è la misura della volatilità nell’unità di tempo considerata. Se consideriamo un grafico daily la lunghezza della barra ci dice quanto il prezzo sia cambiato durante la seduta.Liberiamo la mente da valutazione errate: una volatilità elevata non significa un gran numero di scambi o di operatori sul mercato e viceversa. Per avere una sensazione visiva della volatilità, chiaramente, non basta una seduta ma si deve confrontare l’ultima barra con quelle precedenti.

Le altre variabili da considerare, osservando una barra, sono apertura e chiusura. Il primo fondamentale aspetto è il rapporto tra apertura e chiusura. Se l’apertura è più bassa della chiusura la seduta è stata rialzista (bull market), se l’apertura è più alta della chiusura la seduta è stata ribassista (bear market). Essenziali per l’interpretazione del mercato sono le barre che hanno il livello di apertura molto vicino o uguale al livello della chiusura. Queste barre chiamate doji (parola presa dalle candele giapponesi) dimostrano una sostanziale indecisione del mercato.

Ma l’interpretazione di chiusura ed apertura diventa ancora più importante quando si considera il rapporto con i massimi e minimi della barra. Larry Williams ha cercato di fare una classificazione sistematica di questi aspetti riuscendo, secondo me, a rendere più omogeneo il linguaggio in questo campo.

Rapporto chiusura range Il rapporto tra la chiusura e gli estremi della barra definisce la forza (rialzista o ribassista) del mercato. Una chiusura vicina ai massimi è segno di forza del mercato, una chiusura vicina ai minimi del mercato è segno di debolezza del mercato.

Williams definisce chiusura forte se si trova nel 25% superiore della barra, debole se è nel 25% inferiore

Rapporto apertura-chiusura Il rapporto fra apertura e chiusura oltre che dirci la direzione del mercato nell’intervallo di tempo considerato ci dice quanto forte è la direzionalità del mercato. In altri termini maggiore è la distanza tra apertura e chiusura più forte è la forza del mercato nella direzione della chiusura.

Rapporto range-apertura-chiusuravolume Il range della barra ci da la misura della variazione del prezzo nell’unità di tempo considerata (volatilità). Quindi una chiusura forte (o debole) su una barra con grosso range da molte più indicazioni rispetto ad una chiusura forte (o debole) in una barra con un piccolo range. Ma è bene fare attenzione ad una considerazione, non è valida l’equazione range grande=grande attività del mercato, perché il fatto che ci sia una elevata volatilità non significa che sia sul mercato un gran numero di operatori, questo ci deve essere confermato dai volumi totali e dal numero di tick per minuto. Questo perché se ci sono speculatori sul mercato il prezzo ha delle grosse escursioni ma questo avviene o con bassi volumi o con pochi tick.

Prossimamente ci occuperemo di un altro aspetto dell’interpretazione dei grafici che è il rapporto tra le barre

2 Responses to “Capire i grafici a barre”

  1. Impariamo a prendere il toro per le corna (seconda parte) [TadingFacile] : Trading Reale Says:

    [...] Potremmo elencare svariate altre teorie che parlano dell’individuazione dei trend ma non faremmo altro che generare confusione. L’unico modo, secondo noi, per individuare nel modo più corretto possibile un trend è cercare di studiare e capire i segnali che ci provengono dai grafici e cercare, nel tempo, un feeling col tipo di asset che si sta osservando, solo allora una tecnica di quelle descritte può avere senso ed efficacia. Quindi studiate quanti più grafici possibili e iniziate ( è solo un piccolo inizio) col leggere attentamente gli articoli ‘capire i grafici a barre’ a questo link. [...]

  2. Impariamo a prendere il toro per le corna (seconda parte) [TradingFacile] : Trading Reale Says:

    [...] Potremmo elencare svariate altre teorie che parlano dell’individuazione dei trend ma non faremmo altro che generare confusione. L’unico modo, secondo noi, per individuare nel modo più corretto possibile un trend è cercare di studiare e capire i segnali che ci provengono dai grafici e cercare, nel tempo, un feeling col tipo di asset che si sta osservando, solo allora una tecnica di quelle descritte può avere senso ed efficacia. Quindi studiate quanti più grafici possibili e iniziate ( è solo un piccolo inizio) col leggere attentamente gli articoli ‘capire i grafici a barre’ a questo link. [...]

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